Sprache DE Sprache IT Sprache EN

Acquisto di imprese e acquisto di quote



I. Acquisto di quote

 

L'acquisto di quote, per esempio di GmbH, di AG o di società in accomandita, può avvenire attraverso un contratto di acquisto. In tal caso devono essere rispettate alcune specifiche formalità ed, in particolare, la certificazione notarile.

Nel caso di acquisto di quote, da intendersi o come acquisto di un'intera impresa o comunque di una parte di essa, bisognerebbe, prima di procedere all'acquisto, procurarsi scrupolose informazioni relative alla società e alla sua consistenza economico-finanziaria. La cosiddetta "Due Diligence" è il modo comunemente utilizzato per l'accertamento del prezzo. Attraverso la stessa, si analizzano tutte le circostanze rilevanti. Importante è in particolar modo la situazione economica dell'impresa (capitale iniziale, ordinativi, debiti, prospettive), così come la situazione legale e fiscale (la situazione contrattuale nei confronti di collaboratori, clienti e fornitori, eventuali controversie giuridiche pendenti, debiti fiscali e rischi).

Una Due Diligence è comunque in ogni caso consigliabile. La sua durata dipende ovviamente dal singolo caso concreto. In tal senso l'acquisto di una quota di una GmbH per 10.000,00 euro è naturalmente qualcosa di diverso rispetto all'incorporazione di tutte le azioni di una Ag pari al valore di più milioni di euro.

Un'efficace Due Diligence presuppone un'effettiva collaborazione tra avvocati e fiscalisti che abbiano una precisa competenza in ambito commerciale e possano pertanto determinare in modo realistico il valore della società. Teoricamente possono essere utilizzati differenti metodi per l'accertamento del valore di una società, che tuttavia non sempre sono idonei ad eliminare tutte le perplessità, dal momento che, in ultima analisi, l' individuazione di tale valore, in relazione ai problemi piú complessi, viene risolta con il riferimento a casi concreti. Preponderanti, infatti, sono i principi generali del mercato, cioè offerta e domanda: la determinazione del prezzo dipende ancora una volta dal caso pratico.


Durata della procedura

L'acquisto di una società, in linea di massima, non dovrebbe mai avvenire in maniera frettolosa. In particolar modo occorre tener presente che durante l'analisi della Due Diligence possono apparire aspetti che necessitano di un certo dispendio di tempo per essere analizzati (questo riguarda principalmente i rischi legali e fiscali). Per l'espletamento di una normale Due Diligence bisognerebbe fare riferimento ad un periodo medio di 4 settimane. Il contratto di gestione conclusivo dovrebbe allo stesso modo essere portato a termine in 2 o 4 settimane.

La determinazione del valore di un'impresa, o di quote della stessa, presuppone la presa visione da parte del potenziale acquirente della documentazione più rilevante della società che ha intenzione di acquistare. Per tale motivo, all'inizio delle negoziazioni, viene richiesta allo stesso una dichiarazione di riservatezza. Solo dopo la conclusione di tale incombenza, la Due Diligence può svilupparsi con maggiore celerità. L'effettiva formazione del contratto, che può essere concordata, se del caso, attraverso la certificazione del notaio, può avvenire già durante la fase della Due Diligence e, nei casi urgenti, essere conclusa poco tempo dopo la conclusione della Due Diligence stessa.

La formazione del contratto pertanto necessita di un periodo di tempo che va dalle 5 alle 8 settimane.

Spese

Il tempo impiegabile da parte nostra durante l'acquisto di un'impresa dipende molto dal caso concreto. Spesso si presentano singoli problemi (per esempio rischi occulti relativi ai contratti di lavoro, concreti rischi legali causati dalle responsabilità per la qualità dei prodotti, valutazione dei diritti sui segni distintivi dell'impresa, quali brevetti, marchi etc.) la cui risoluzione, in genere, necessita di parecchio tempo. A condizione che non subentrino problematiche straordinarie, una Due Diligence dovrebbe essere portata a termine in un periodo di tempo che va dalle 50 alle 80 ore. Al costo di tali prestazioni vanno aggiunte le spese del notaio che sono rapportate al prezzo di acquisto (ad esempio: prezzo 100.000,- € = spese del notaio ca. 500,- €; prezzo 1.000.000,- € = spese del notaio ca. 3.500,- €).



II. Acquisto di beni strumentali o di società intere



Qualora non si debbano comprare quote di un'impresa, è anche possibile comprare beni strumentali o il patrimonio totale della stessa. Nell'ultimo caso si parla anche di acquisto della società "als Ganzes" (nell'insieme) o di un acquisto dell' "Assets" (attivo). Si possono quindi acquistare una singola macchina, un parco macchine, strumenti (attrezzi), ma anche i beni strumentali di un' impresa comprensivi dei diritti di proprietà industriale (brevetti o marchi).

Secondo le circostanze, anche in questo caso è richiesta una Due Diligence, in particolar modo se vengono acquistati l'impresa nel suo insieme o i beni strumentali della stessa. In tal senso si rinvia a quanto già esposto a proposito dell'acquisto di quote di impresa.

Una Due Diligence ovviamente non è necessaria laddove il valore dei beni strumentali acquistati è chiaro; così ci sono, per esempio, macchine il cui valore viene indicato nel bilancio e tale valore viene comunemente considerato come reale. Più complessa sarà, però, la determinazione del valore dei beni intangibili. Tale è il caso in cui, per esempio, viene ceduto solo il Goodwill (avviamento) che comprende anche la clientela abituale. In quest'ultimo caso potranno emergere anche problemi legali in quanto i clienti, come tali, non possono essere alienati. Sarà necessaria, quindi, l'adesione dei clienti che deve essere formalizzata nella stesura del contratto.

Particolare attenzione è richiesta qualora la società ceduta non si trovi in buone condizioni economiche. In tal caso ci sono principalmente due tipi di rischio. Il primo è connesso al caso che la società alienata possa fallire immediatamente dopo la cessione. In tal caso il curatore ha la possibilità, se si verificano determinate circostanze, di impugnare la vendita. Le spiacevoli conseguenze potrebbero essere che i beni acquistati debbano essere restituiti, mentre il prezzo di acquisto pagato potrebbe essere completamente, o comunque per la maggior parte, perduto; infatti esso deve essere iscritto al passivo del fallimento.

Il secondo tipo di rischio potrebbe intervenire se viene acquisita anche la ragione sociale della società in cessione ed inoltre l'incorporazione dei clienti, in quanto questi ultimi naturalmente riconoscono il nome dell'azienda alienata.

Il mantenimento della ragione sociale è una delle poche fattispecie che presuppone l'assunzione dei debiti della società cedente. Il cessionario deve, in altre parole, assumersi la responsabilità per i debiti del cedente. È possibile stabilire contrattualmente regole differenti che, però, dovranno essere rese pubbliche. Tale divulgazione può essere fatta mediante comunicazione al registro delle imprese, che comunque presuppone una certo dispendio di tempo (circa dalle 2 alle 4 settimane), oppure direttamente ai creditori effettivi prima dell'incorporazione dell'azienda o di parte di essa.

Durata della procedura

La durata della procedura dipende anche in questo caso da ciò che deve essere esaminato concretamente. Per la conclusione di un acquisto tempestivo e possibilmente ricco di prospettive positive, bisognerebbe calcolare almeno un periodo di 4 settimane.

Spese

Bisogna distinguere se si tratta di un contratto d'acquisto che prevede l'incorporazione di singoli beni esattamente individuati o di un contratto d'acquisto che prevede l'incor- porazione dell'impresa nella sua totalità o di una parte di essa. Nel primo caso, secondo l'esperienza generale, saranno prevedibilmente necessarie 10/20 ore, mentre nel secondo circa tra le 50 e le 80 ore.



III. Qual' è la forma giusta per l'acquisto di una società?



Talvolta non è facile trovare il modo giusto per acquistare un'impresa. Non si presentano problemi qualora l'interesse sia rivolto ad un singolo bene strumentale dell'impresa facilmente individuabile. In questo caso, infatti, il contratto di acquisto  si limiterà a questo.

Diverso è il caso in cui la società debba essere acquistata nella sua interezza. Normalmente le preoccupazioni dell'alienante riflettono principalmente la problematica dell'accollo dei debiti. Se la società è nel complesso sana, e cioè le attività e le passività coesistono in un sano rapporto o non appare alcun sospetto di insolvenza, sarebbe consentita normalmente l'incorporazione sia di quote sia della totalità della società. Molto più difficili sono, tuttavia, i casi nei quali la situazione economico-finanziaria della società non sia sana, ovvero sia chiaramente constatabile uno stato di insolvenza più o meno grave.


I proprietari della società insolvente tentano comprensibilmente di cedere gli elementi di valore della propria impresa che possono essere il nome della società, i crediti e, naturalmente, singole macchine o un magazzino.

È chiaro che in casi del genere subentreranno, generalmente, problemi legali. Se la società si trova in stato di insolvenza, si avrà a che fare presto o tardi con un curatore. Questi ha la possibilità di annullare i contratti che sono stati conclusi prima del fallimento. Ne consegue che egli potrà farsi restituire il bene acquistato, mentre il corrispettivo pagato diventerà un normale credito nei confronti del fallimento, cioè un elemento della massa passiva dello stesso. Se non si giungesse al fallimento, non potrebbe escludersi che i creditori del cedente richiedano l'adempimento all' acquirente. È comunque, in ogni caso, richiesta attenzione.